Patrizia Cavalli, da Sempre aperto teatro, archivio Fahrenheit radio3
ma cercavo questa:
Che forse non è questo il mio mestiere?
Perdere tempo, questo è il mio mestiere,
e il bello è perdere quel che non si ha.
Ho perso tempo e certo non l’avevo
ma io perdendo prendo, anzi ricevo,
lusso supremo, la mia immortalità.…
quella che amo io, spesso:
Dopo anni tormenti e pentimenti
quello che scopro e quello che mi resta
è una banalità fresca e indigesta
ma anche:
A volte mi fingo innamorata:
come si infiamma la vanità
delle mie vittime! Un rossore celato
il portamento nobile, tanti ringraziamenti
un’evasione onesta: “Ti sono grata
ma non posso e poi cosa ci trovi
in me?” Niente infatti
che non sia un collo un po’ sciupato,
una certa curva delle labbra o una saliva
per un attimo dimenticata agli angoli della bocca
e poi subito ritirata.
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