Soccorso civile
da malvino
Scrivevo il 23 giugno 2006: “Facciamo conto che io prenda duemila fogli del mio ricettario medico; vi verghi altrettante prescrizioni di Norlevo, la pillola del giorno dopo; le distribuisca a chi me ne faccia semplice richiesta, senza compenso. Insomma, facciamo conto che, da medico, io decida di abbrutirmi a distributore automatico di prodotti farmaceutici da banco, che non richiedano prescrizione medica. Un attimo: vi starò mica conducendo in una fiction surreale? No, vi sto fornendo una sceneggiatura discretamente verosimile […] E, dunque, in questa fiction, io do il mio piccolo contributo alla rimozione di un odioso pregiudizio su un farmaco che è definito abortivo da chi ha tanta ottusa morale da equiparare la contraccezione all’aborto. In questa fiction, se ci sono altri 200 medici come me disposti a firmare 2000 ricette al mese, sapendo in tutta buona coscienza di non provocare danno ad alcuno e possibilità di autodeterminazione controllata e sicura a molti – in questa fiction, dicevo, si producono 400.000 ricette di Norlevo. Metteteci, nella fiction, un’organizzazione che curi la gratuita distribuzione delle ricette a chiunque ne faccia richiesta. Ovviamente: se nella fiction i medici sono 250, le ricette saranno mezzo milione al mese; e saranno un milione al mese, se i medici sono 500. Ora, seguitemi, ché la fiction si anima. La RnP ha raccolto alle ultime elezioni circa un milione di voti: quanti tra i suoi elettori sono medici e amano la fiction […]?” *
Bene, benissimo, mi voglio illudere di non averlo scritto inutilmente. Lo presentivo.
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